L’Altro Scatto incontra Emanuele Giacomini nell’ambito del “Salotto fotografico”, 29/09/26 21:00

Il circolo fotografico L’Altro Scatto ospita martedì 29 settembre 2026 alle ore 21:00, nell’ambito della rassegna “Salotto fotografico”, il fotografo documentarista Emanuele Giacomini, che presenterà il suo progetto La Benedizione di Zo – Luce sul Vodun.

Il libro nasce dal lavoro documentario realizzato da Giacomini in Benin e propone un racconto del Vodun lontano dagli stereotipi e dall’immaginario esotico con cui questa tradizione religiosa è stata spesso rappresentata in Occidente.

Attraverso fotografie, testi e disegni, il progetto restituisce invece la dimensione spirituale, sociale e quotidiana di una cultura profondamente radicata nella società beninese.

Il racconto attraversa cerimonie, rituali, luoghi sacri e momenti della vita delle comunità, mettendo al centro le persone e il loro rapporto con una tradizione ancora viva.

Il volume è realizzato insieme a Niccolò Canulli, co-autore e autore dei testi e dei disegni che accompagnano il racconto fotografico. Il progetto si arricchisce inoltre di una dimensione audiovisiva grazie ai video di Giulio Calarco, accessibili attraverso QR code inseriti nelle pagine del libro.

Tra i temi affrontati anche quello dell’albinismo, attraverso il racconto delle discriminazioni e delle false credenze che ancora interessano alcune comunità dell’Africa occidentale e dei percorsi di inclusione intrapresi dalle persone che ne sono vittime. La prefazione del volume è firmata dal fotografo Valerio Bispuri.

L’incontro con Giacomini sarà l’occasione per conoscere non soltanto un libro, ma soprattutto il percorso umano e fotografico che lo ha generato: un lavoro nel quale la fotografia diventa strumento di ascolto e conoscenza, capace di avvicinare il pubblico a realtà lontane senza trasformarla in semplice immaginario esotico.

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Emanuele Giacomini è un fotografo documentarista italiano. Il suo lavoro indaga comunità, rituali, identità e trasformazioni sociali attraverso progetti realizzati in Italia e all’estero, con esperienze significative in India e in Africa occidentale. E’ autore dei libri fotografici Fenditure, Il fiume della luce e La Benedizione di Zo – Luce sul Vodun. Collabora con l’agenzia fotografica Hans Lucas.

Sito: www.emanuelegiacomini.com
Instagram: @flight_of_light_

Emanuele Giacomini

Il WE GIL ospita dall’11 al 20 settembre 2026 una delle mostre fotografiche del progetto “Agrosfera – Storia di tradizione e innovazione”

Il WeGil di Roma, hub culturale della Regione Lazio, nel cuore del quartiere Trastevere, gestito dalla società in house LAZIOcrea ospita la mostra “Agrosfera – Storie di Tradizione e Innovazione” che costituisce l’approdo laziale di un ambizioso progetto a carattere nazionale promosso dalla FIAF (Federazione Italiana Associazioni Fotografiche).

L’esposizione, costituita da 27 portfolio di diversi autori con più di 300 foto, si configura come un vasto e stratificato racconto collettivo che elegge la fotografia a strumento di indagine sociale, antropologica ed economica, esplorando le complessità metodologiche ed umane che governano oggi il mondo dell’agricoltura e dell’agroalimentare.

Il viaggio tra le sale del WEGIL è stato concepito come un cammino in due atti, capace di dare voce alla pluralità dei linguaggi fotografici adottati dagli autori.

Sala I piano: Le Radici del Gesto: Storie Fondative e Sguardi d’Autore

Nella sala al primo piano l’allestimento si sviluppa attorno a una rigorosa raggiera geometrica che isola sette pilastri progettuali ed emotivi della mostra. In questo spazio il ritmo visivo rallenta, invitando a una sosta meditativa di fronte a progetti di valore storico, intimo o concettuale. E il luogo della memoria profonda, dove le filiere primarie del grano, del pane e del vino diventano il pretesto per una riflessione pura sul legame indissolubile che unisce l’uomo, lo scorrere del tempo e il suo territorio d’origine.

Sala Il piano: L’Atlante dell’Agrosfera: Geografie, Economie e Comunità

Si cambia radicalmente registro per accogliere un grande atlante corale e dinamico composto da venti portfolio. II racconto si srotola lungo le pareti attraverso un itinerario geografico e umano che tocca prima La Terra Nutrice, un viaggio immersivo tra pastorizia, allevamenti d’avanguardia e presidi biologici, per poi spostare il focus su

Acquacoltura e Pesca, esplorando la fatica e i gesti legati alle filiere dell’elemento acqua tra fiumi e mari. Questo grande affresco si chiude infine nello spazio del Tempo Condiviso, laddove il cibo abbandona la terra e si fa interazione sociale, ritualità nei mercati, memoria delle tradizioni, rete solidale per il sostegno degli altri.

Nasce cosi un itinerario visivo avvolgente, dove il bianco/nero e il colore si alternano non solo come scelte estetiche. ma come precise coordinate emotive per interpretare un settore in perenne evoluzione.

La Vaccheria dell’Eur ospita 10 settembre al 4 ottobre 2026 una delle molte mostre fotografiche del progetto “AGROSFERA – Storia di tradizione e innovazione”

“AGROSFERA – Storie di Tradizione e Innovazione” è un progetto fotografico nazionale promosso dalla FIAF, Federazione Italiana Associazioni Fotografiche. E’ un grande racconto collettivo che attraverso la fotografia ha indagato il mondo dell’agricoltura e dell’agroalimentare analizzando il rapporto tra uomo, territorio, tradizione, innovazione e sostenibilità. Tema enorme spesso raccontato per cliché aulici mentre si è cercato di restituire valore al tema del lavoro e attenzione ai temi dei conflitti e delle trasformazioni della filiera, raccontandone il percorso dall’azienda agricola fino al banco della GDO.

Attraverso il linguaggio della fotografia, AGROSFERA vuole essere un invito a riflettere sulle trasformazioni del paesaggio agricolo, sul lavoro delle comunità rurali e sulle sfide che attendono il settore, offrendo una narrazione corale che coniuga memoria e futuro.

La mostra, coordinata da Rocchetta Pantaleo Rizzo “direttore artistico” del progetto per la FIAF della Regione Lazio, nasce dalla collaborazione di più circoli fotografici romani che hanno aderito al progetto e sarà l’occasione per presentare una selezione di immagini singole di autori di tali circoli. Le opere restituiscono uno sguardo contemporaneo sull’agricoltura italiana, raccontandone il valore umano, culturale, sociale ed economico attraverso linguaggi fotografici differenti e sensibilità autoriali capaci di cogliere la complessità di un settore in continua evoluzione.

Espongono: Maurizio De Angelis, Maurizio Di Giacomo, Roberto Di Veglia, Luigi Feliziani, Salvatore Franco, Antonio Garavini, Massimo Giannetti, Francesca Romana Lanza, Paolo Loli, Mario Macario, Maria Rosaria Marino, Angelo Mura, Giuseppina Natale, Rocchetta Pantaleo Rizzo, Massimo Pezzanera, Carlo Rampioni, Vincenzo Santoro, Paolo Scrimitore, Aurelio Sidoti e Benedetto Tari.

La mostra sarà soltanto una delle tante mostre fotografiche che saranno realizzate nello stesso periodo non solo a Roma, ma anche nel Lazio e in tutto il territorio nazionale, infatti si apriranno 150 mostre locali in varie parti d’Italia.

“AGROSFERA – Storia di trazione e innovazione”, il progetto fotografico nazionale promosso dalla FIAF – Federazione Italiana Associazioni Fotografiche

“AGROSFERA – Storia di trazione e innovazione”, il progetto fotografico nazionale promosso dalla FIAF – Federazione Italiana Associazioni Fotografiche

AGROSFERA – Storie di tradizione e innovazione è il Progetto Fotografico Collettivo Nazionale con cui la FIAF racconta la filiera agroalimentare italiana attraverso le storie delle donne e degli uomini che vi lavorano.

Si tratta di un grande racconto collettivo che, attraverso l’obiettivo fotografico, indaga a fondo il mondo dell’agricoltura e dell’agroalimentare. Il progetto analizza il legame vitale tra uomo, territorio, tradizione, innovazione

Mediante il linguaggio della fotografia, “AGROSFERA” vuole essere un invito a riflettere sulle mutazioni del paesaggio agricolo, sul lavoro delle comunità rurali e sulle sfide cruciali che attendono il settore, offrendo una narrazione corale che coniuga memoria e futuro.

Al centro del progetto ci sono le persone: chi coltiva e raccoglie, chi alleva, chi pesca, chi trasforma, chi conserva, chi trasporta, chi vende, chi studia e innova. Attraverso i loro volti, i gesti, gli ambienti di lavoro e il rapporto con il territorio, la fotografia restituisce la dimensione umana della filiera agroalimentare, raccontandone la fatica, la conoscenza, la responsabilità e anche la capacità di cambiamento.

AGROSFERA nasce come progetto collettivo perché la FIAF considera la pluralità degli sguardi uno strumento essenziale per comprendere la realtà. Ogni autrice, ogni autore, ogni circolo e ogni gruppo fotografico ha sviluppato un proprio lavoro, osservando un frammento di questo vasto universo. Le singole opere, riunite, compongono un racconto nazionale più ampio, capace di mettere in relazione esperienze, luoghi e situazioni differenti. E questo il significato dei Progetti Nazionali FIAF: trasformare tante voci individuali in un’unica grande testimonianza collettiva.

Al progetto si sono iscritti 1.064 fotografi da tutta Italia che hanno inviato alla FIAF 18.346 immagini. Gli autori selezionati sono stati 339, con un totale di circa 1850 fotografie, in rappresentanza di 19 Regioni italiane. Gli audiovisivi inviati sono stati 46, prodotti da 55 autori. Numeri che testimoniano l’ampiezza della partecipazione e la straordinaria ricchezza del lavoro collettivo sviluppato su tutto il territorio nazionale.

La Mostra Nazionale di Bibbiena e le Mostre Locali costituiscono una grande esposizione diffusa. Le Mostre Locali, ben 99, al centro del Progetto, rivestono un’importanza fondamentale, tracciano una vera e propria mappa del territorio nazionale, restituendone la varietà e la specificità. Rendono inoltre merito al grande lavoro svolto nei territori da autrici, autori, circoli e gruppi fotografici, valorizzando l’impegno di chi ha osservato e raccontato dall’interno le diverse realtà locali. Insieme restituiscono la ricchezza del lavoro svolto e permettono al pubblico di conoscere la complessità della filiera agroalimentare italiana attraverso le persone che ogni giorno la rendono viva.

Salotto fotografico, incontro con Marta Biuso, fotografa e antropologa

Martedì 27 maggio il Circolo fotografico “L’Altro Scatto” ha ospitato, nell’ambito del “Salotto Fotografico”, la fotografa e antropologa Marta Biuso per un incontro che ha suscitato grande interesse e partecipazione da parte del pubblico presente.

Nel corso della serata l’autrice ha presentato alcuni dei suoi lavori più significativi, prevalentemente ritratti, ma anche immagini di corpi, di interni domestici, di relazioni umane e familiari. Un percorso visivo intenso e personale capace di raccontare e di evocare.

Fin dai primi lavori proiettati è emerso lo stile di Marta Biuso: una fotografia non convenzionale, lontana dagli stereotipi e dalle costruzioni artificiali, capace di trasformare la quotidianità in narrazione e riflessione. Nei suoi scatti la fotografia va oltre la dimensione estetica per concentrarsi sull’osservazione umana. La luce e gli spazi quotidiani diventano veri e propri “paesaggi interiori”.

Le immagini dedicate alla sfera familiare e privata raccontano la memoria e l’identità attraverso uno sguardo autentico e molto personale.

Particolarmente apprezzato dal pubblico sia la componente antropologica della sua ricerca artistica che il carattere intimo dei progetti presentati. Molti degli interventi del pubblico si sono soffermati proprio su questi aspetti e sulla capacità evocativa delle immagini dell’autrice.

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Bio Marta Biuso: dopo gli studi classici e una tesi in Antropologia Teatrale, Marta Biuso ha lavorato nel mondo dello spettacolo, del cinema e della pubblicità, sviluppando anche progetti di rigenerazione territoriale, creando laboratori di comunicazione, fotografia e montaggio con i ragazzi delle scuole di Ostia.

Negli anni si è dedicata a molti linguaggi, dalla scrittura alla poesia, dagli studi neuro-linguistici ed esoterici fino all’immagine.

La sua attenzione si concentra sul simbolo, sul corpo, sull’essere umano, intrecciando fotografia documentaria e ricerca antropologica.

Comincia a studiare fotografia nel 2016 per colpa di un trasloco che la sposta in una casa piena di luce e, in questo linguaggio, trova una sintesi possibile di tutto il suo vagare.

Salotto fotografico, incontro con Liliana Ranalletta

Un incontro davvero speciale quello che si è tenuto il 3 febbraio 2026 con la fotografa Liliana Ranalletta.

Durante la serata Liliana ci ha accompagnato attraverso i suoi lavori, raccontando le storie dietro alle immagini: da Londra al progetto del quartiere del Trullo di Roma, passando per New York, con un intenso racconto realizzato all’interno di una palestra storica.

Ha parlato della sua capacità e perseveranza nel seguire le storie, di progetti che non nascono in un giorno ma che richiedono mesi, a volte anni di lavoro, ascolto e presenza.

Molto interessanti anche i suoi consigli sulla street photography e il modo di affrontarla con rispetto e consapevolezza.

Un incontro ricco di contenuti, esperienze e ispirazione.

La Rassegna “Salotto Fotografico” si conclude nel 2025 con una serata dedicata agli Audiovisivi

Si è conclusa l’edizione 2025 del Salotto Fotografico, la rassegna culturale e di approfondimento della fotografia e dei suoi linguaggi, organizzata dall’Associazione L’Altro Scatto.

L’appuntamento del 18 novembre 2025 è stato dedicato al mondo degli Audiovisivi ed è stato presentato da Serenella Stefani e Mario Fanini, che hanno guidato i partecipanti alla scoperta dell’evoluzione di questa forma espressiva, capace di unire fotografia, musica e narrazione.

Nel corso della serata, i relatori hanno ripercorso l’esperienza del loro circolo fotografico, ricordando come già oltre trent’anni fa fossero state avviate sperimentazioni che anticipavano molte delle potenzialità offerte oggi dalle tecnologie digitali. Un percorso pionieristico che ha contribuito allo sviluppo di un linguaggio oggi sempre più accessibile, creativo e ricco di possibilità espressive.

Ampio spazio è stato dedicato anche al Dipartimento Audiovisivi FIAF, nato diciannove anni fa con l’obiettivo di promuovere e valorizzare questa disciplina. I relatori ne hanno illustrato la storia, le attività e il ruolo svolto nella diffusione della cultura dell’audiovisivo fotografico in Italia.

La seconda parte dell’incontro ha approfondito i criteri di lettura e valutazione delle opere audiovisive, offrendo al pubblico utili strumenti per comprendere gli elementi che caratterizzano un lavoro di qualità. A seguire sono stati proiettati otto audiovisivi premiati nel 2025, rappresentativi di linguaggi e stili differenti: documentari, fiction, opere narrative e lavori sperimentali, inclusi progetti realizzati in parte o interamente con il supporto dell’intelligenza artificiale.

Le opere presentate sono state:

  • Daniele Ferretti – Mi chiamo Gunter
  • Elio Pezzoli e Theresa Radaelli – 85 miglia
  • Federico Palermo – Neon e memorie
  • Carla Fiorita e Francesca Gernetti – Ogni volta
  • Francesca Gernetti – Intervista all’IA
  • Graziella Luccarini – Naturale
  • Augusto Bertini, Silvia De Blasi, Fabio Fascella e Alessandra Manca – Mutazioni
  • Loredana Compilianno – Occhi chiusi

Salotto fotografico, Maurizio Cintioli, “Fotografia e Intelligenza Artificiale: opportunità o rischio?”

Ospite del Circolo, mercoledì 12 novembre 2025, Maurizio Cintioli, fotografo e sperimentatore che da anni esplora il dialogo tra immagine e nuove tecnologie. Attraverso un percorso che ha ripercorso l’evoluzione dell’intelligenza artificiale applicata alla fotografia, Cintioli ha illustrato le potenzialità di questi strumenti, evidenziando come possano diventare non soltanto un supporto tecnico, ma anche un mezzo capace di stimolare nuove forme espressive e ampliare gli orizzonti della creatività.

Secondo il relatore, l’intelligenza artificiale non dovrebbe essere considerata una tecnologia destinata a sostituire il fotografo, bensì uno strumento con cui sperimentare nuovi linguaggi visivi. Come ogni innovazione tecnologica, anche l’IA richiede consapevolezza, spirito critico e capacità di adattamento, ma offre al tempo stesso opportunità inedite per la ricerca artistica.

L’intervento ha dato vita a un vivace dibattito tra i presenti. Da una parte sono emersi interrogativi legati all’etica, all’autenticità delle immagini e al ruolo dell’autore nell’era digitale; dall’altra, entusiasmo e curiosità verso strumenti che promettono di ridefinire il modo di progettare e realizzare contenuti visivi.

Il confronto ha evidenziato come la questione vada ben oltre l’aspetto puramente tecnico. L’intelligenza artificiale invita infatti a riflettere sul significato stesso della creatività, sul valore dell’opera artistica e sul rapporto tra uomo e tecnologia, aprendo scenari che coinvolgono non solo la fotografia, ma tutte le arti visive.

Nel corso della serata, Cintioli ha ricordato come ogni grande innovazione abbia inizialmente suscitato diffidenza e timori. Dalla nascita della scrittura fino all’invenzione della fotografia, ogni rivoluzione tecnologica è stata accolta con scetticismo prima di trasformarsi in uno strumento fondamentale della cultura e della comunicazione.

Come scrisse Alphonse de Lamartine nel 1848, la fotografia era vista come “una copia servile della natura, incapace di essere arte” — parole che oggi suonano come un monito davanti all’avvento dell’IA.

Incontro con l’Avv. Alessandro Lico “Privacy: i diritti e i doveri legati alla fotografia”

Roma, 29/10/2025 – Molto interessare l’incontro con l’Avv. Alessandro Lico che ieri sera ha parlato di Privacy e dei diritti e i doveri legati alla fotografia.

Considerata l’attualità della tematica trattata, il pubblico si è mostrato fin da subito molto coinvolto, ponendo domande e condividendo esperienze personali. Sono state analizzate insieme diverse fotografie per capire cosa si può o non si può fare, come comportarsi quando si pubblicano immagini di altre persone e soprattutto di minori (anche se si tratta dei propri figli) e quali accortezze avere anche quando si fotografano particolari strutture private.

Un ringraziamento speciale va all’Avv. Alessandro Lico per la chiarezza e la disponibilità, ma anche a tutti i partecipanti che, con le loro domande e fotografie, hanno reso la serata viva e stimolante!

Grande partecipazione alla XXIX Riunione dei Circoli FIAF del Lazio: una giornata di fotografia, formazione e condivisione

Roma, 29/06/2025 – Si è conclusa con successo e un’ampia partecipazione la XXIX Riunione dei Circoli FIAF del Lazio, ospitata dall’Associazione Culturale L’Altro Scatto la suggestiva “Sala Riario”, nel cuore del Borgo di Ostia Antica, gentilmente concessa dal Comune di Roma.

L’evento è stato un momento di incontro per i circoli fotografici della regione, confermandosi un’opportunità per valorizzazione della fotografia come strumento culturale.

La giornata si è aperta con l’inaugurazione della mostra dedicata alle opere ammesse e premiate del Trofeo “Pacifico Spadoni”, affiancata da una rassegna fotografica realizzata dai soci de L’Altro Scatto in occasione del quindicesimo anniversario di attività dell’associazione. Due esposizioni che hanno raccontato, attraverso le immagini, il percorso artistico dei fotografi coinvolti.

Nel corso della mattinata si sono susseguite le presentazioni delle attività promosse dai circoli FIAF del Lazio, offrendo una panoramica delle iniziative in programma e dei progetti in corso. Tra questi ha suscitato particolare interesse il progetto fotografico nazionale FIAF “Agrosfera”, dedicato al rapporto tra uomo, agricoltura e territorio. La sessione si è conclusa con le premiazioni, momento di riconoscimento per il lavoro e la creatività dei partecipanti.

Il pomeriggio è stato invece dedicato alla formazione e all’approfondimento. Grande interesse hanno riscosso le letture portfolio curate da Michele Buonanni, Donato Chirulli e Liliana Ranalletta, che hanno offerto ai fotografi presenti preziosi suggerimenti per sviluppare e valorizzare i propri progetti fotografici.

Parallelamente si è svolto il workshop sull’utilizzo del flash in esterni, condotto da Max Angeloni e Walter Ventrone, durante il quale i partecipanti hanno potuto approfondire tecniche pratiche e soluzioni creative per migliorare la gestione della luce nelle riprese outdoor.

Fondamentale per la riuscita della manifestazione è stato il contributo di tutti coloro che hanno collaborato all’organizzazione dell’evento. Un ringraziamento è stato rivolto ai partecipanti, ai relatori, alla FIAF per il costante supporto, a Paolo Scrimitore, Coordinatore Regionale FIAF Lazio, ai circoli fotografici della regione e al Comune di Roma, che ha concesso il patrocinio dell’iniziativa e messo a disposizione la prestigiosa Sala Riario.

La XXIX Riunione dei Circoli FIAF del Lazio si conferma così un appuntamento di riferimento per la comunità fotografica regionale, capace di coniugare cultura, formazione e confronto, rafforzando il dialogo tra le associazioni e favorendo la nascita di nuove collaborazioni all’insegna della passione comune per la fotografia.