L’Altro Scatto organizza la mostra fotografica “SGUARDI LIBERI – Libero di esprimere sé stesso” – 17 e 18 ottobre presso il CSP in Via Gorgia di Leontini, 171

L’autunno promette numerosi appuntamenti e l’associazione “L’Altro Scatto” di Casal Palocco organizza, durante il fine settimana del 17 e 18 ottobre, una accattivante mostra fotografica dal titolo “Sguardi Liberi” presso la sede del CSP in via Gorgia di Leontini 171.

Le opere esposte, tutte realizzate dai soci de “L’Altro Scatto”, hanno come tema conduttore la libertà di potersi esprimere in ogni modo possibile, infatti il concetto chiave è “Libero di esprimere sé stesso”.

Con questa mostra, aperta a tutti, si vogliono cogliere alcuni aspetti importanti per il territorio e per chi lo vive quotidianamente: avvicinare le persone a quella che viene comunemente definita l’ottava arte e cioè la fotografia, ma non solo; la partecipazione può diventare un momento leggero di riflessione su come, soprattutto in questo periodo storico, ci esprimiamo con le immagini. Vorremmo inoltre far conoscere il Circolo “L’altro Scatto”, far conoscere gli autori delle opere e le storie che hanno animato le loro creazioni. Cosa sta “dietro” ad ogni immagine.

Dopo aver partecipato con successo a settembre alle mostre organizzate da alcuni circoli di Roma e del Lazio e dedicate al tema “AGROsfera”, progetto promosso dalla FIAF – Federazione Italiana Associazioni, il circolo allestisce adesso una mostra fotografica all’interno del proprio quartiere nella speranza che si instauri un dialogo e un canale di comunicazione con coloro che il quartiere lo vivono.

Proprio per questo l’appuntamento è aperto a tutti, dagli appassionati di fotografia a chiunque abbia voglia di fermarsi davanti a un’immagine e lasciarsi incuriosire da una storia.

La mostra sarà anche l’occasione per conoscere da vicino le attività del circolo, i suoi soci e il modo in cui vivono la fotografia: non soltanto tecnica e ricerca estetica, ma anche un momento di condivisione di esperienze.

Venite a trovarci, anche solo per curiosità o per due chiacchiere, sabato 17 e domenica 18 ottobre, sede del CSP, via di Gorgia di Leontini, 171.

Vi aspettiamo!

Roma, 29 settembre 2026 – La benedizione di Zo: il Vodun del Benin protagonista del Salotto fotografico

Una serata intensa, ricca di immagini, racconti e suggestioni quella di martedì 29 settembre, quando L’Altro Scatto, nell’ambito della rassegna “Salotto fotografico”, ha incontrato Emanuele Giacomini e Niccolò Canulli per esplorare il loro progetto La benedizione di Zo, luce sul Vodun.

Attraverso fotografie, video e narrazione, il pubblico è stato accompagnato in un viaggio nel cuore del Benin, alla scoperta della cultura e delle tradizioni del Vodun. Un percorso immersivo tra rituali, tamburi, maschere, possessioni e offerte, che ha permesso di avvicinarsi a una realtà culturale complessa e profondamente radicata nella storia e nella vita del Paese.

Un racconto capace di superare stereotipi e pregiudizi, restituendo profondità e significato a pratiche e tradizioni spesso osservate da lontano, senza conoscerne davvero il valore spirituale e culturale.

La benedizione di Zo non è soltanto un libro fotografico, ma un progetto articolato che intreccia immagini, testi, disegni e video, dando vita a un’esperienza narrativa che invita a guardare oltre ciò che appare. Come ha sottolineato lo stesso Giacomini, è «un invito a cercare la luce dove tutti vedono solo ombre»: una frase che racchiude lo spirito di un lavoro capace di aprire nuove prospettive e stimolare uno sguardo più consapevole.

Un sentito ringraziamento a Emanuele Giacomini e Niccolò Canulli per aver condiviso con noi il loro viaggio, il loro sguardo e il percorso creativo che ha dato vita a questo progetto originale. Grazie anche a tutte le persone che hanno partecipato alla serata, contribuendo, con la propria presenza, curiosità e domande, a rendere l’incontro un’occasione preziosa di confronto e scoperta.

La benedizione di Zo: un libro da guardare, leggere e vivere.

Roma, 12 settembre 2026: Inaugurata presso lo Spazio Culturale La Vaccheria di Roma EUR la mostra fotografica “Agrosfera”

Si è tenuta oggi, nello Spazio Culturale La Vaccheria, l’inaugurazione della mostra fotografica “Agrosfera – Storia di tradizione e innovazione”, un progetto nazionale della FIAF dedicato al racconto del mondo agricolo.

Un momento di incontro e condivisione che ha visto la partecipazione della Presidente del IX Municipio, Teresa Maria Di Salvo, del Direttore Artistico del Progetto FIAF, Rocchetta Pantaleo Rizzo, e del Consigliere Nazionale FIAF, Mariano Fanini.

L’inaugurazione è stata l’occasione per ribadire il valore della collaborazione tra istituzioni, realtà culturali e associazionismo fotografico. Un lavoro di squadra che ha permesso di trasformare il progetto in un’esperienza concreta di partecipazione e condivisione.

Un ringraziamento particolare va al Comune di Roma e a tutte le persone che collaborano con La Vaccheria, per la disponibilità, la professionalità e l’impegno dimostrati in ogni fase del percorso. Dall’allestimento all’apertura della mostra, il supporto offerto ai circoli è stato prezioso e fondamentale per accompagnare al meglio la realizzazione dell’iniziativa.

Grazie anche a tutti i fotografi, agli amici e a tutti i presenti per aver contribuito a rendere speciale questa giornata.

La mostra rimane aperta fino al 4 ottobre 2026

Roma, 11 settembre 2026 – Grande partecipazione di pubblico oggi al WeGil di Roma per l’inaugurazione di “Agrosfera – Storie di tradizione e innovazione”

Numerose le persone che hanno preso parte all’inaugurazione ufficiale e visitato le sale dell’esposizione che presenta 27 portfolio realizzati dagli autori di diversi circoli fotografici di Roma e del Lazio, a conferma dell’interesse suscitato da un progetto che utilizza la fotografia come strumento per raccontare il mondo agroalimentare italiano attraverso persone, territori, tradizioni, trasformazioni e dimensione sociale.

L’ampia affluenza ha confermato la capacità della fotografia di avvicinare il pubblico ai temi della contemporaneità e di creare occasioni di incontro, confronto e condivisione attorno a una passione comune.

All’inaugurazione ufficiale sono intervenuti: Rocchetta Pantaleo Rizzo, direttore artistico di Agrosfera; Paolo Scrimitore, Coordinatore Regionale Lazio e Sardegna FIAF; Mariano Fanini, Consigliere nazionale FIAF; Aldo Mattia, Direttore del Banco Alimentare del Lazio ODV, protagonista di uno dei progetti fotografici presenti in mostra; Luca Haubert, che ha portato i saluti di Simona Renata Baldassarre, Assessore alla Cultura, Pari Opportunità, Politiche giovanili e della Famiglia e Servizio Civile della Regione Lazio.

Una giornata così partecipata è stata resa possibile dalla collaborazione e dal lavoro di tante persone alle quali va il più sentito ringraziamento.

Grazie alle istituzioni che hanno creduto nel progetto e lo hanno sostenuto, contribuendo a rendere possibile un importante momento di incontro tra fotografia, cultura e territorio.

Grazie a tutto il personale del WeGil, per la disponibilità e la collaborazione dimostrate in ogni fase della realizzazione della mostra, anche durante le intense giornate dedicate all’allestimento.

Grazie agli autori, che con impegno, passione e grande disponibilità hanno lavorato alla realizzazione dell’esposizione, contribuendo anche concretamente all’allestimento e affrontandone con entusiasmo anche la fatica fisica.

Grazie a tutte le persone che hanno partecipato all’inaugurazione e visitato la mostra, condividendo con noi questa giornata.

La mostra “Agrosfera – Storie di tradizione e innovazione” sarà visitabile al WeGil fino al 20 settembre 2026.

L’Altro Scatto incontra Emanuele Giacomini nell’ambito del “Salotto fotografico”, 29/09/26 21:00

Il circolo fotografico L’Altro Scatto ospita martedì 29 settembre 2026 alle ore 21:00, nell’ambito della rassegna “Salotto fotografico”, il fotografo documentarista Emanuele Giacomini, che presenterà il suo progetto La Benedizione di Zo – Luce sul Vodun.

Il libro nasce dal lavoro documentario realizzato da Giacomini in Benin e propone un racconto del Vodun lontano dagli stereotipi e dall’immaginario esotico con cui questa tradizione religiosa è stata spesso rappresentata in Occidente.

Attraverso fotografie, testi e disegni, il progetto restituisce invece la dimensione spirituale, sociale e quotidiana di una cultura profondamente radicata nella società beninese.

Il racconto attraversa cerimonie, rituali, luoghi sacri e momenti della vita delle comunità, mettendo al centro le persone e il loro rapporto con una tradizione ancora viva.

Il volume è realizzato insieme a Niccolò Canulli, co-autore e autore dei testi e dei disegni che accompagnano il racconto fotografico. Il progetto si arricchisce inoltre di una dimensione audiovisiva grazie ai video di Giulio Calarco, accessibili attraverso QR code inseriti nelle pagine del libro.

Tra i temi affrontati anche quello dell’albinismo, attraverso il racconto delle discriminazioni e delle false credenze che ancora interessano alcune comunità dell’Africa occidentale e dei percorsi di inclusione intrapresi dalle persone che ne sono vittime. La prefazione del volume è firmata dal fotografo Valerio Bispuri.

L’incontro con Giacomini sarà l’occasione per conoscere non soltanto un libro, ma soprattutto il percorso umano e fotografico che lo ha generato: un lavoro nel quale la fotografia diventa strumento di ascolto e conoscenza, capace di avvicinare il pubblico a realtà lontane senza trasformarla in semplice immaginario esotico.

* * *

Emanuele Giacomini è un fotografo documentarista italiano. Il suo lavoro indaga comunità, rituali, identità e trasformazioni sociali attraverso progetti realizzati in Italia e all’estero, con esperienze significative in India e in Africa occidentale. E’ autore dei libri fotografici Fenditure, Il fiume della luce e La Benedizione di Zo – Luce sul Vodun. Collabora con l’agenzia fotografica Hans Lucas.

Sito: www.emanuelegiacomini.com
Instagram: @flight_of_light_

Emanuele Giacomini

Il WE GIL ospita dall’11 al 20 settembre 2026 una delle mostre fotografiche del progetto “Agrosfera – Storia di tradizione e innovazione”

Il WeGil di Roma, hub culturale della Regione Lazio, nel cuore del quartiere Trastevere, gestito dalla società in house LAZIOcrea ospita la mostra “Agrosfera – Storie di Tradizione e Innovazione” che costituisce l’approdo laziale di un ambizioso progetto a carattere nazionale promosso dalla FIAF (Federazione Italiana Associazioni Fotografiche).

L’esposizione, costituita da 27 portfolio di diversi autori con più di 300 foto, si configura come un vasto e stratificato racconto collettivo che elegge la fotografia a strumento di indagine sociale, antropologica ed economica, esplorando le complessità metodologiche ed umane che governano oggi il mondo dell’agricoltura e dell’agroalimentare.

Il viaggio tra le sale del WEGIL è stato concepito come un cammino in due atti, capace di dare voce alla pluralità dei linguaggi fotografici adottati dagli autori.

Sala I piano: Le Radici del Gesto: Storie Fondative e Sguardi d’Autore

Nella sala al primo piano l’allestimento si sviluppa attorno a una rigorosa raggiera geometrica che isola sette pilastri progettuali ed emotivi della mostra. In questo spazio il ritmo visivo rallenta, invitando a una sosta meditativa di fronte a progetti di valore storico, intimo o concettuale. E il luogo della memoria profonda, dove le filiere primarie del grano, del pane e del vino diventano il pretesto per una riflessione pura sul legame indissolubile che unisce l’uomo, lo scorrere del tempo e il suo territorio d’origine.

Sala Il piano: L’Atlante dell’Agrosfera: Geografie, Economie e Comunità

Si cambia radicalmente registro per accogliere un grande atlante corale e dinamico composto da venti portfolio. II racconto si srotola lungo le pareti attraverso un itinerario geografico e umano che tocca prima La Terra Nutrice, un viaggio immersivo tra pastorizia, allevamenti d’avanguardia e presidi biologici, per poi spostare il focus su

Acquacoltura e Pesca, esplorando la fatica e i gesti legati alle filiere dell’elemento acqua tra fiumi e mari. Questo grande affresco si chiude infine nello spazio del Tempo Condiviso, laddove il cibo abbandona la terra e si fa interazione sociale, ritualità nei mercati, memoria delle tradizioni, rete solidale per il sostegno degli altri.

Nasce cosi un itinerario visivo avvolgente, dove il bianco/nero e il colore si alternano non solo come scelte estetiche. ma come precise coordinate emotive per interpretare un settore in perenne evoluzione.

La Vaccheria dell’Eur ospita 10 settembre al 4 ottobre 2026 una delle molte mostre fotografiche del progetto “AGROSFERA – Storia di tradizione e innovazione”

“AGROSFERA – Storie di Tradizione e Innovazione” è un progetto fotografico nazionale promosso dalla FIAF, Federazione Italiana Associazioni Fotografiche. E’ un grande racconto collettivo che attraverso la fotografia ha indagato il mondo dell’agricoltura e dell’agroalimentare analizzando il rapporto tra uomo, territorio, tradizione, innovazione e sostenibilità. Tema enorme spesso raccontato per cliché aulici mentre si è cercato di restituire valore al tema del lavoro e attenzione ai temi dei conflitti e delle trasformazioni della filiera, raccontandone il percorso dall’azienda agricola fino al banco della GDO.

Attraverso il linguaggio della fotografia, AGROSFERA vuole essere un invito a riflettere sulle trasformazioni del paesaggio agricolo, sul lavoro delle comunità rurali e sulle sfide che attendono il settore, offrendo una narrazione corale che coniuga memoria e futuro.

La mostra, coordinata da Rocchetta Pantaleo Rizzo “direttore artistico” del progetto per la FIAF della Regione Lazio, nasce dalla collaborazione di più circoli fotografici romani che hanno aderito al progetto e sarà l’occasione per presentare una selezione di immagini singole di autori di tali circoli. Le opere restituiscono uno sguardo contemporaneo sull’agricoltura italiana, raccontandone il valore umano, culturale, sociale ed economico attraverso linguaggi fotografici differenti e sensibilità autoriali capaci di cogliere la complessità di un settore in continua evoluzione.

Espongono: Maurizio De Angelis, Maurizio Di Giacomo, Roberto Di Veglia, Luigi Feliziani, Salvatore Franco, Antonio Garavini, Massimo Giannetti, Francesca Romana Lanza, Paolo Loli, Mario Macario, Maria Rosaria Marino, Angelo Mura, Giuseppina Natale, Rocchetta Pantaleo Rizzo, Massimo Pezzanera, Carlo Rampioni, Vincenzo Santoro, Paolo Scrimitore, Aurelio Sidoti e Benedetto Tari.

La mostra sarà soltanto una delle tante mostre fotografiche che saranno realizzate nello stesso periodo non solo a Roma, ma anche nel Lazio e in tutto il territorio nazionale, infatti si apriranno 150 mostre locali in varie parti d’Italia.

“AGROSFERA – Storia di trazione e innovazione”, il progetto fotografico nazionale promosso dalla FIAF – Federazione Italiana Associazioni Fotografiche

“AGROSFERA – Storia di trazione e innovazione”, il progetto fotografico nazionale promosso dalla FIAF – Federazione Italiana Associazioni Fotografiche

AGROSFERA – Storie di tradizione e innovazione è il Progetto Fotografico Collettivo Nazionale con cui la FIAF racconta la filiera agroalimentare italiana attraverso le storie delle donne e degli uomini che vi lavorano.

Si tratta di un grande racconto collettivo che, attraverso l’obiettivo fotografico, indaga a fondo il mondo dell’agricoltura e dell’agroalimentare. Il progetto analizza il legame vitale tra uomo, territorio, tradizione, innovazione

Mediante il linguaggio della fotografia, “AGROSFERA” vuole essere un invito a riflettere sulle mutazioni del paesaggio agricolo, sul lavoro delle comunità rurali e sulle sfide cruciali che attendono il settore, offrendo una narrazione corale che coniuga memoria e futuro.

Al centro del progetto ci sono le persone: chi coltiva e raccoglie, chi alleva, chi pesca, chi trasforma, chi conserva, chi trasporta, chi vende, chi studia e innova. Attraverso i loro volti, i gesti, gli ambienti di lavoro e il rapporto con il territorio, la fotografia restituisce la dimensione umana della filiera agroalimentare, raccontandone la fatica, la conoscenza, la responsabilità e anche la capacità di cambiamento.

AGROSFERA nasce come progetto collettivo perché la FIAF considera la pluralità degli sguardi uno strumento essenziale per comprendere la realtà. Ogni autrice, ogni autore, ogni circolo e ogni gruppo fotografico ha sviluppato un proprio lavoro, osservando un frammento di questo vasto universo. Le singole opere, riunite, compongono un racconto nazionale più ampio, capace di mettere in relazione esperienze, luoghi e situazioni differenti. E questo il significato dei Progetti Nazionali FIAF: trasformare tante voci individuali in un’unica grande testimonianza collettiva.

Al progetto si sono iscritti 1.064 fotografi da tutta Italia che hanno inviato alla FIAF 18.346 immagini. Gli autori selezionati sono stati 339, con un totale di circa 1850 fotografie, in rappresentanza di 19 Regioni italiane. Gli audiovisivi inviati sono stati 46, prodotti da 55 autori. Numeri che testimoniano l’ampiezza della partecipazione e la straordinaria ricchezza del lavoro collettivo sviluppato su tutto il territorio nazionale.

La Mostra Nazionale di Bibbiena e le Mostre Locali costituiscono una grande esposizione diffusa. Le Mostre Locali, ben 99, al centro del Progetto, rivestono un’importanza fondamentale, tracciano una vera e propria mappa del territorio nazionale, restituendone la varietà e la specificità. Rendono inoltre merito al grande lavoro svolto nei territori da autrici, autori, circoli e gruppi fotografici, valorizzando l’impegno di chi ha osservato e raccontato dall’interno le diverse realtà locali. Insieme restituiscono la ricchezza del lavoro svolto e permettono al pubblico di conoscere la complessità della filiera agroalimentare italiana attraverso le persone che ogni giorno la rendono viva.

Salotto fotografico, incontro con Marta Biuso, fotografa e antropologa

Martedì 27 maggio il Circolo fotografico “L’Altro Scatto” ha ospitato, nell’ambito del “Salotto Fotografico”, la fotografa e antropologa Marta Biuso per un incontro che ha suscitato grande interesse e partecipazione da parte del pubblico presente.

Nel corso della serata l’autrice ha presentato alcuni dei suoi lavori più significativi, prevalentemente ritratti, ma anche immagini di corpi, di interni domestici, di relazioni umane e familiari. Un percorso visivo intenso e personale capace di raccontare e di evocare.

Fin dai primi lavori proiettati è emerso lo stile di Marta Biuso: una fotografia non convenzionale, lontana dagli stereotipi e dalle costruzioni artificiali, capace di trasformare la quotidianità in narrazione e riflessione. Nei suoi scatti la fotografia va oltre la dimensione estetica per concentrarsi sull’osservazione umana. La luce e gli spazi quotidiani diventano veri e propri “paesaggi interiori”.

Le immagini dedicate alla sfera familiare e privata raccontano la memoria e l’identità attraverso uno sguardo autentico e molto personale.

Particolarmente apprezzato dal pubblico sia la componente antropologica della sua ricerca artistica che il carattere intimo dei progetti presentati. Molti degli interventi del pubblico si sono soffermati proprio su questi aspetti e sulla capacità evocativa delle immagini dell’autrice.

* * *

Bio Marta Biuso: dopo gli studi classici e una tesi in Antropologia Teatrale, Marta Biuso ha lavorato nel mondo dello spettacolo, del cinema e della pubblicità, sviluppando anche progetti di rigenerazione territoriale, creando laboratori di comunicazione, fotografia e montaggio con i ragazzi delle scuole di Ostia.

Negli anni si è dedicata a molti linguaggi, dalla scrittura alla poesia, dagli studi neuro-linguistici ed esoterici fino all’immagine.

La sua attenzione si concentra sul simbolo, sul corpo, sull’essere umano, intrecciando fotografia documentaria e ricerca antropologica.

Comincia a studiare fotografia nel 2016 per colpa di un trasloco che la sposta in una casa piena di luce e, in questo linguaggio, trova una sintesi possibile di tutto il suo vagare.

Salotto fotografico, incontro con Liliana Ranalletta

Un incontro davvero speciale quello che si è tenuto il 3 febbraio 2026 con la fotografa Liliana Ranalletta.

Durante la serata Liliana ci ha accompagnato attraverso i suoi lavori, raccontando le storie dietro alle immagini: da Londra al progetto del quartiere del Trullo di Roma, passando per New York, con un intenso racconto realizzato all’interno di una palestra storica.

Ha parlato della sua capacità e perseveranza nel seguire le storie, di progetti che non nascono in un giorno ma che richiedono mesi, a volte anni di lavoro, ascolto e presenza.

Molto interessanti anche i suoi consigli sulla street photography e il modo di affrontarla con rispetto e consapevolezza.

Un incontro ricco di contenuti, esperienze e ispirazione.